La scalata del Monte Averau

Pubblicato il 23 febbraio 2026 alle ore 23:12

Perché?

Perché è lì, George Mallory.

Ci sono passato sotto decine di volte, ci sono salito sopra due volte ma passando per la ferrata.

So bene di preciso quando è cominciata questa.. fissazione, questo bisogno, questo tarlo in testa che mi perseguita, non saprei come dire... O forse sì, forse, Ecco... questa esigenza, un'esigenza che mi consuma.

Ho fatto un patto sai, con le mie emozioni, Le lascio vivere e loro non mi fanno fuori. Vasco Rossi Monte Averau, Dolomiti.

Da un lato, una paura forte che mi dice di stare lontano, Non ti azzardare, lasciami stare.

Dall'altra parte, un magnete che mi attrae, mi attira a sé con forza e decisione, mi tenta e io Mi lascio tentare, ogni volta che ci passo sotto e lo vedo è sempre la stessa storia.
Se penso di scalarla, rabbrividisco dalla paura che mi mette ma non posso fare a meno che progettare di salirci su, di scalarla e di farlo da capocordata, come sempre, accettandone i rischi, le incognite e calpestando le mie paure a suon di tecnica e di esperienza che negli anni ho guadagnato su sul campo, a suon di passione, lo farò così.
Partenza ore 7:00 dopo una notte agitata, una colazione fatta un po' per forza per lo stomaco chiuso, stiamo per compiere l'impresa, ora o mai più.

Attacchiamo il sentiero per l'avvicinamento che dal passo sale su dritto e ti gonfia i muscoli delle gambe, se lo guardo è immenso.

Erika è pensierosa e lo sono anche io.

A metà avvicinamento ci parliamo, ci confrontiamo... te la senti? Le chiedo, fai tu risponde, come sempre si fida di me, una responsabilità non da poco.

Ho passato la giornata precedente a guardare il gigante con il binocolo, cercare la via giusta, capire dove passare, studiare la parete.

Siamo in forma, molto bene allenati, riposati, abbiamo preparato l'attrezzatura

“MANIACALMENTE” il giorno prima per fare le cose con calma, le previsioni del tempo sono “IDEALI”, È tutto perfetto.

Non capita sempre che tutto combaci alla perfezione come adesso. Se non lo facciamo oggi è meglio che lasciamo perdere l'alpinismo le dico. Una brutta sensazione però è lì che da due giorni mi tartassa, ogni volta che guardo la montagna..,. perché?

Mano a mano che saliamo però, mi fa sempre meno paura, stranamente sembra meno grande adesso. Sarà che con l'avvicinamento stiamo guadagnando tanti metri.

Quando arriviamo alla base ed è il momento di legarci e partire Però, il dubbio torna. Te la senti? Le dico ancora, fai tu risponde. Faccio io? Ok faccio io, andiamo allora.

Scalo i primi metri contratto, dubbioso, è una montagna da cui sarebbe un casino calarsi per battere in ritirata. Ho portato per ogni evenienza, anche il martello e qualche chiodo da alpinismo, male che vada, se ci trovassimo nella merda, se non trovassimo la strada giusta... se, se, se, se... potrei piantare un chiodo al volo e salvarci il culo.

Poi però, sul secondo tiro comincio a sciogliermi e a scalare meglio, meno teso. Al terzo tiro mi rendo conto che la via in realtà è bella tosta, più dura di ciò che pensavo. La fatica comincia a portarmi via i cattivi pensieri, perché inizio a pensare alla scalata, ai movimenti, alla “PROGRESSIONE”, invece che concentrarmi sui se, e se non trovassimo la strada giusta?

Al quarto tiro, un passaggio dalla parte sbagliata, duro ed esposto, mi mette alla prova ma “CAPISCO” che so il fatto mio e che la paura è bene che ci sia ma al momento giusto, so affrontarla e spazzarla via. Non mi blocco, Anzi, Scalo bene, lucido e reattivo, ci sono, sono qui, sul pezzo, mi senti bestione? Comincio a divertirmi sul serio.

Anche questo tiro è fatto.
"MOLLA TUTTO ERY"
“SASSOOOO”
A metà via, trovo il tempo di scrivere due righe sul libro di via e poi riparto, Erika intanto mi assicura e mi segue come sempre. Con lei mi fa sicurezza mi sento tranquillo, lei fa sempre la sua parte e so, che se succede qualcosa, Se cado, mi tiene!
Metto un altro friend da una posizione scomodissima ma devo...l ultima protezione è troppo lontana.
Complimenti! dice Erika quando mi raggiunge, non so come cazzo fai.
Occhio che è scivoloso le dico…

Ci siamo Ery la vedo, la croce di vetta intendo.

Non ci posso credere, finalmente, era un anno che c'avevo sto tarlo in testa.

Quando arrivo in cima all'ultimo tiro e vedo la croce, Beh, questo non si può spiegare a parole. Sono felice, esplodo anzi, implodo, di gioia. Non grido, Non esulto è una felicità che mi assale da dentro... il Monte Averau è stato buono, ci ha lasciati passare e noi lo ringraziamo. Prima dalla cima e poi dal parcheggio dove abbiamo lasciato il Bonnie Roger.

Non siamo sicuramente stati i primi a salire quassù, Ho fatto tante altre vie alpinistiche in vita mia ma questa è stata la più importante di sicuro. Oggi sono sicuro di essere un alpinista davvero ma non sono altrettanto sicuro di saper affrontare le mie paure, quelle vere Intendo. Una parete, una scalata te la vai a cercare ma ci sono cose terribili che tanta gente deve affrontare ogni giorno, cose che purtroppo ti arrivano all'improvviso e ti mettono in ginocchio, Beh... quelle non so, se riuscirei ad affrontarle con lo stesso coraggio.

Il coraggio non è non avere paura ma avere paura ed agire lo stesso.

Godetevi la vita gente, non esiste niente di più prezioso.

Ci si vede in montagna eh... ci si vede on Trail.

Keep Adventuring