Una gara di trail running

Pubblicato il 2 marzo 2026 alle ore 21:54

 

Pale, un minuscolo paesino che si trova in Umbria, a 10 minuti da Foligno, in provincia di Perugia.

Una piccola chicca che offre veramente di tutto.

Cucina, paesaggi incantevoli , cascate, un eremo, che ogni domenica, un sacco di persone vanno a visitare anzi, potrei dire vengono a visitare visto che per via della mia passione ormai sto a pale spessissimo, cosi spesso che sono quasi un local.

È si, perché scherzi a parte, qui a Pale, c e il paradiso dell’arrampicata sportiva, con un sacco di settori per l arrampicata e con un paio di multi pitch che per chi non sapesse cosa sono, lo spiego subito.

Le vie di arrampicata lunghe.

Quelle che ti portano ad una cima per intenderci

Ho conosciuto questo posto nel lontano 2002, quando feci un corso di Arrampicata ed alpinismo in una palestra di Perugia.

L' istruttore, come primo approccio alla roccia… vera, mi portò proprio qui a pale.

È si è proprio qui che ho cominciato.

Esattamente nel 2002.

Avevo 23 anni.

Se posso darvi un consiglio, anche quando piove, mettetevi un anti pioggia o prendete un ombrello e scendete giù alle cascate.

I profumi e l' atmosfera che si respira in quel posto quando piove è qualcosa di eccezionale.

Noi lo abbiamo fatto e non immaginate che spettacolo, vale la pena.

In cima al monte di Pale, c e una croce, l’omonima croce ed è proprio lassù che arriverò oggi.

Oggi parleremo di questo, di trail running, di fatica, sudore, di passione, di quando non ce la fai più ma continui a lottare.

Benvenuti nel mondo del trail running, delle sky race.

Benvenuti nel PALE HERO TRAIL.

Questo fu il testo che scrissi come intro per il video you tube di questa gara.

Qualche gara di trail l’ho fatta, questa è una delle tante.

Un po' triste perché Erika si è fatta male scalando e non potrà esserci.

Peccato, perché tra noi due, è lei la più appassionata di corsa su trail, anche se l’ha scoperta grazie a me.

Questa gara, non volevo neanche farla per vari motivi, anche se è il tipo di corsa che piace a me.

Una sky race.

Non sapevo bene che cosa aspettarmi, perché era una gara a me sconosciuta.

Conoscevo alcune parti del percorso ma niente di che.

Sapevo bene però che nel tratto tecnico, a scendere, potevo fare la differenza.

La differenza rispetto ai miei tempi normali intendo.

E stata una gara durissima, con pendenze veramente toste, una sky race come ho già detto.

Partenza.

Cerco come al solito di partire davanti, mi piace così,

percorro i primi chilometri senza strafare, si comincia a salire, una salita infinita con una pendenza drammatica.

Sembra veramente non finire mai.

Quando cominciamo a scendere dalla cima, si passa per questo sentiero in forte pendenza con una corda come corrimano. Da li a poco vigerà anche un divieto di sorpasso per un breve tratto, perché in quel pezzo il percorso si fa oltre che difficile, anche pericoloso ma per il momento no, nonostante siamo in forte pendenza, ed il tratto non è affatto facile, siamo liberi di andare giù a cannone e cosi faccio, è il mio momento.

So che qui posso andare, posso dare di più degli altri perché in questo terreno mi sento a casa.

Non ho paura, mi sento bene, vado giù a grandi salti come un missile, tanto da destare nervosismo tra le numerose persone che sorpasso.

Una voce mi grida hei, guarda che non è un gioco, non siamo alle giostre.

Sorrido mentre penso che probabilmente gli rode perché non riesce ad andare come me e penso di dirgli a no? Pensa che io invece mi sto divertendo proprio come se fossi al luna park ma poi sto zitto e mi godo il momento in silenzio, continuando a scendere giù veloce ma concentrato al massimo, d’altronde, a parte tutto è vero, non è affatto un gioco.

Quando arrivo in fondo e mi trovo nella zona sotto le falesie dove si arrampica, ero qui a scalare proprio ieri, mi rendo conto che quella discesa è stata la mia rovina.

Sono sceso giù talmente veloce che le mie gambe cominciano a darmi segni de cedimento, non ho ancora i crampi ma li sento, ho la solita netta, chiarissima sensazione che si stanno preparando e da li a poco arriveranno in tutta la loro stronzaggine.

Non è la prima volta che ho di questi problemi in gara ma non erano mai arrivati così presto...Mai al sedicesimo chilometro.

Mi maledico e rallento il ritmo ma ora stiamo scendendo, tanto e so, che poi dovremo risalire, tanto, fino ad arrivare nuovamente alla cima, per poi tornare giù ancora.

Tra fatiche enormi, riesco a tornare in cima, su fino ala croce, è una fatica pazzesca.

L’ultimo ristoro e si comincia a scendere.

Da li a poco, rimango solo.

Nessuno davanti e nessuno dietro.

Quelli davanti, probabilmente erano davanti parecchio ed io, avevo fatto la stessa cosa con quelli dietro.

Cerco di gestire i crampi, lavoro di testa ma non è facile, è snervante e quando uno arriva da dietro e mi sorpassa, la cosa diventa anche frustrante.

So che potrei sorpassarlo, fisicamente ce la faccio lo so ma le gambe non reggerebbero, so che se provassi a forzare quel poco, pochissimo mi arriverebbe una bastonata di crampo che mi bloccherebbe e quella sarebbe la fine.

Lo lascio passare senza reagire, è la scelta giusta.

Poco dopo Erika mi manda un messaggio che intravedo sul garmin e mi dice chiaramente...Sei secondo di categoria, cooosaaa?

Non ci credo.

A quel punto la mia testa va in tilt, mancano cinque chilometri al traguardo e penso, non deve passarmi più nessuno e così è.

All’arrivo trovo Erika felice che mi mette la medaglia al collo e mi rendo conto di aver dato ben 7 minuti ad una persona che in un’altra gara, l’ Alpe Della Luna mi aveva sorpassato a due chilometri dalla fine proprio perché ero bloccato dai crampi.

Bello, Bellissimo, adesso birra fresca e poi, quando lo stomaco si riaprirà penseremo anche al pranzo.

Tra poche settimane, saremo in dolomiti a scalare ed a vivere tutte le nostre avventure.

Non vedo l’ora.