Il legno della nave mossa dall’acqua, provoca un leggerissimo scricchiolio,
guardo i miei piedi penzolare nel vuoto, a qualche metro dall’oceano.
Sono seduto proprio sulla prua della mia nave pirata.
Intorno c’è una leggera nebbia, calma piatta, silenzio.
Il leggero suono delle piccolissime onde che muovono leggermente il vascello su e giù, un movimento appena percettibile spezza la notte buia ed io, sorseggio del rum, pensando alla mia vita.
Alzo lo sguardo.
Da dietro l’umidità della nebbia, una luna piena illumina la scena e si specchia sulla superficie del mare.
Sono solo adesso e penso.
Ho affrontato battaglie interiori, vissuto avventure, penso alla mia vita verticale, alle situazioni pericolose in cui mi sono trovato e che non mi aspettavo.
Ho rischiato grosso a volte.
Lassù non c’è tempo per esitare, prendi una decisione, in fretta e la esegui senza titubare.
Nonostante l’alpinismo sia pericoloso, mi sento molto più al sicuro lassù, appeso ad una parete piuttosto che in mezzo alla gente.
Della gente non mi fido, la gente è molto più pericolosa della montagna, la montagna è pericolosa si ma non è cattiva, può farti male ma lo sai, la affronti, la vivi sapendo che ti potrebbe accadere di tutto e lo accetti.
La gente invece è cattiva, orgogliosa e se ti fa male lo fa apposta.
Se fossi un animale, sarei sicuramente un lupo.
Mi sento lupo perché sono diffidente, proprio così, non mi fido, ho paura delle persone, proprio come il lupo.
Il lupo è così, diffidente.
La mia nave pirata continua a navigare ed io, mi sono già riempito il bicchiere troppe volte stasera, è meglio che mi ritiri sotto coperta a dormire che domani è un altro giorno, tanto stanotte, c’ è Orione di guardia nel cielo e non può succedermi niente.
Non saprei dire con certezza quando è iniziato ma probabilmente ci sono nato.
Lo spirito avventuroso, che io mi ricordi ce l’ho nel sangue, nell’anima da quando sono nato ma che io sappia, in famiglia nessuno me lo ha trasmesso.
Ce l’ho e basta.
Boh, vallo a capire.
Un po’ come lo sport, in famiglia sono l’unico che lo pratica, sono il solo a cui piace fare fatica.
Non si può andare in montagna senza fare fatica.
Sembra proprio che mia madre abbia ragione.
Hai preso la voglia di faticare per tutti quanti in famiglia.
Allora.
La ma vita, gira attorno ad una parola, il mio marchio.
Adventure Photography.
E’ cominciata con la passione per la fotografia e per la natura, all’inizio andavano di pari passo ma poi si sono unite.
Ad un certo punto, ho concretizzato l’ idea di cominciare a scalare, di fare un corso di arrampicata, Convinto di iniziare a fare alpinismo.
Sono stato catapultato cosi nel’ arrampicata sportiva, era il 2002.
Questo mi ha dato la base poi per cominciare la vera e più pericolosa scalata alpinistica.
La montagna, la natura, comunque mi è sempre piaciuta a 360 gradi, trekking, hiking, campeggio e tutto ciò che una vita outdoor ti può regalare, o quasi tutto.
Direi tutto a parte lo scii.
Lo scii non mi ha mai attirato.
Nel 2017 ho conosciuto Erika.
La donna dei miei sogni, quella che uno da bambino sogna, ma anche da grande.
Quella che ti fa girare la testa davvero, quella che dopo anni ti fa ancora impazzire, a letto e fuori dal letto.
Quella con cui voglio passare la mia vita.
Lei è la mia compagna nella vita, la mia socia di scalate e la mia partner in tutte le mie scorribande avventurose in montagna e non.
Sembra passato un secolo da quando facevo cazzate enormi e forse non mi sbaglio, forse è passato davvero.
Però, in mezzo alle tante merdate che ho cagato quando ero stupido, ho fatto anche qualcosa di buono.
Per esempio ho imparato a scalare, l’alpinismo, la montagna, l’avventura che è da sempre la mia forza nella jungla di tutti i giorni.
La fotografia.
Più passa il tempo e più mi sembra di dover correre sempre più forte per non farlo scappare via.
Ma chi lo ferma?
Impossibile.
Fare l’amore con una donna, è veramente una cosa speciale.
Ci si spoglia di tutto e non parlo solo dei vestiti.
Ci si mescola anche le sensazioni, gli odori, i profumi e qualche volta , succede qualcosa di molto raro, di stupefacente e che non è per tutti.
Qualche volta è speciale, qualche volta è speciale.
Io sono stato fortunato, perché a me è successo.
Lei è la cosa più fantastica sulla terra e dopo anni che mi sta accanto, mi da ancora quel brivido.
Ogni mattina, mi sveglio e ci innamoriamo di nuovo.
Non avrei mai immaginato potesse esistere una roba del genere.
Grazie a lei ho scoperto l’amore e credo che lei lo abbia scoperto grazie a me.
Da quando le nostre anime si sono incontrate, non è più la mia di vita che gira intorno ad Adventure Photography ma sono le nostre vite.
Il giorno che festeggiammo il primo mese insieme, gli scrissi una cosa in un biglietto e da li, quella frase rimase il nostro motto.
Nel biglietto c’era scritto… Non io, non tu, noi.
E’ mattina, la mia nave che da adesso in poi chiamerò Bonnie Roger, il nome che ho dato al mio camper.
Questo nome viene da due cose.
Bonnie era la Nave del Pirata Barbanera nel libro l’ isola maledetta e Roger viene da Jolly Roger che è la classica bandiera pirata.
Dicevamo...
Il Bonnie Roger sta navigando in un mare meno calmo di quello della notte scorsa, quando sorseggiavo rum lasciandomi cullare dai miei pensieri guardando l’oceano illuminato dalla luna.
Non c’ è rischio di uragani, o almeno credo ma c’ è qualcosa di strano nell’aria.
CONTINUA...